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Questo sito è un tentativo di riportare in vita un po' dello spirito
destabilizzante e sovversivo che anima le canzoni di questo gruppo. Perché
oggi c'è bisogno di un forte schiaffo al "gusto" del
pubblico, assuefatto alla vera monnezza che spercia dalle radio, dalla
TV, dai giornali e dai libri.
Chi dice che gli Squallor sono trash dice una grande cazzata. Gli Squallor
non sono trash. Sono trash I Cugini di campagna che a 40 anni (e forse
più), si vestono e cantano ancora come deficienti. Trash è
anche parecchia musica italiana, quella che ci viene spacciata per roba
di qualitŕ, mentre č priva di qualsiasi spunto originale e adagiata su
consunte melodie, costruita appositamente e sputtanatamente per le classifiche
e le radio, per adolescenti che non capiscono una sega, ma comprano i
CD a 40 mila lire.
Molto Trash non ha valore artistico, è di cattivo gusto, kitsch,
e, lungi dall'essere originale, viene prodotto in quantità industriale
e venduto ad un pubblico privo di quegli strumenti critici che fanno distinguere
la schifezza dall'opera d'arte e che perciò rimane vittima di campagne
pubblicitarie impostate ad hoc. Ed è trash soprattutto chi si prende
sul serio. Perciò gli Squallor, che hanno parodiato la musica italiana,
direttamente dall'interno dell'industria discografica, in un periodo in
cui la canzone non poteva che essere o sdolcinata o politicizzata, prendendo
in giro in forma estrema ed esasperata i clichè di quelle canzoni,
non sono trash. La "volgarità" c'entra solo come urlo
liberatorio, come provocazione surreale, estrema e goliardica, ma non
è spazzatura. Qualche sprovveduto può pensare che lo hanno
fatto senza un'intenzione artistica, forse solo per divertimento, forse
anche per soldi, ma il risultato è quello: era meglio quando c'erano
gli Squallor.
Il Capo Indiano Webmaster
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